venerdì 26 novembre 2010

Tornado

6 Giugno 2008

Rincorrere la felicità... è questo quello che ognuno di noi fa giorno dopo giorno... e per una volta l'ho fatto anch'io.
L'ho rincorsa, era lì! L'ho vista da lontano ma c'era, era là di fronte a me e per un istante, forse, mi ha anche sfiorato. E' arrivata come un tornado, dal nulla e ha scatenato tutta quanta la sua forza in quel piccolo istante in cui si è presentata. E' arrivata, mi ha sconvolto e lasciato intontita, quasi ubriaca, barcollante in un'estasi non ancora assopita... L'ho aspettata e l'ho lasciata fare, senza proteggermi, senza aver cura di nulla. Eravamo io e lei. Sole. Com'è arrivata, così se n'è andata, lasciandomi lì, senza parole, senza saper più ragionare e capire che stava succedendo. Rimango senza fiato, il respiro inizia a mancare un po' e comincio a sentir battere il cuore.

Continua a battere tutt'ora... ma ha un altro ritmo, il ritmo di chi ha riaperto gli occhi e sta prendendo consapevolezza di ciò che è successo.
Mi guardo attorno e vedo che quel tornado, così bello, così magico, così mozzafiato ha raso al suolo tutto. Tutto quello che avevo costruito attorno a me; ha spazzato via tutto. Tutto.

Meglio pentirsi di aver fatto che pentirsi di non aver fatto. Come sarebbe andata se...? A quest'ora il mio piccolo mondo sarebbe ancora in piedi? Il ghiaccio che cullava le mie emozioni si sarebbe sciolto ugualmente? Sarei ancora la persona fredda che ero prima del suo passaggio?

Mi abbandono tra le macerie, come un pugile al tappeto, cercando la forza di reagire, di prendere in mano la mia vita e trascinarla in salvo. Ora c'è solo da ricostruire, rimettiamoci la corazza e ricominciamo a far soffiare il solito vento gelido.
Questa non sarà più terra di tornadi.

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