13 Aprile 2008
Quante notti passate a riflettere.
A pensare a chissà cosa, a rigirarti nel letto, avvolto da mille dubbi, mille speranze, mille desideri e mille incertezze.
Le ore passano, una dopo l'altra... e più scorrono e più le lasci scorrere, per allontanarti ancora di più dal mondo reale, per costruirti un universo tutto tuo... dove esisti solo tu e nessun'altro...
...scappare dalla quotidianità, dal contatto con le altre persone, dai doveri, dai diritti, dalla socialità e dal normale svolgersi degli eventi.
Quando sei lì che inizi di abbandonarti definitivamente all'accidia, smetti di pensare, o almeno cerchi di farlo, ecco che ritorna in mente ancora Lui...
Lui con la sua capacità di farti sorridere, con quel suo modo di fare, così odioso ma anche così irresistibile, ti fa scordare tutto il resto e, inconsapevole del suo potere, accende in te la voglia di giocare, di stuzzicare e di lasciarti prendere in giro, la voglia di metterti in gioco e di rischiare.
Ma, se lui è il sole, tu sei la luna; così diversi, così opposti... il giorno e la notte!
Allora ricominci a scappare, a negare di averlo pensato, a minimizzare le cose, a considerarlo solo un flebile ed innocente interesse nei sui confronti. Ricominci a fuggire davanti a quella paura che ancora non sai a cosa sia dovuta, scappi senza voltarti indietro, senza chiederti come sarebbe andata se fossi rimasta; più ti allontani, più capisci che, forse, la strada che stai percorrendo è quella sbagliata ma... non riesci a tornare indietro, non ce la fai...
...ma, sai benissimo che in amor vince chi resta, non chi fugge, come in tutte le cose... vince chi si ferma ed affronta le situazioni che possono risultare pericolose, non chi scappa di fronte a queste.
E così, perdente per l'ennesima volta, ti abbandoni tra le uniche braccia che hanno avuto il privilegio di cullarti, quelle di Morfeo.
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