venerdì 26 novembre 2010

Il vuoto attorno

5 Dicembre 2007

Non ho mai creduto nel destino; ho sempre preferito credere nel caso, nelle coincidenze, nella pura casualità.
Ma se ognuno di noi fosse nato perchè destinato a fare qualcosa? Non necessariamente a fare qualcosa di importante, o comunque, ad essere Qualcuno.
Mi piace pensare, almeno in questo momento, che ognuno di noi, abbia una "pagina" scritta prima della sua nascita, in cui è impresso ciò che è destinato a fare. Per dare un senso alla propria vita, quel senso che io ancora non sono riuscita a trovare.
Mi fermo allora a pensare cosa ci sia scritto sulla mia pagina... Cosa si vorrebbe veder scritto sulla propria pagina? E cosa non si vorrebbe veder scritto? Il bello e il brutto, il buono e il cattivo, il bene e il male, la gioia e la tristezza, il bianco o il nero, il tutto o il nulla.
Il tutto o il nulla.
La mia pagina è un po' la mia maledizione.

"Un grade animo tu avrai
che a caro prezzo pagherai"

Il mio prezzo, e lo sto pagando caro, è il vuoto attorno. Aggrappata ad un bel salvagente nel mezzo dell'oceano. Avvolta in un sottile panno nel freddo polo sud. Completamente disidratata nel torrido Sahara.
In fondo è solo una pagina, una pagina che non esiste. Esiste solo il suo contenuto, ma non è scritto da nessuna parte che debba continuare ad essere così. Homo faber fortunae suae.


*Un grazie a chi ha saputo oltrepassare la cinta che mi sono costruita attorno; a chi ha saputo leggere tra le righe; a chi ha creduto, crede e continua a credere in quello che scrivo.

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