venerdì 26 novembre 2010

Libretto d'Istruzioni

2 Gennaio 2010

Un anno di silenzio, un anno tra stelle e stalle, tra terra e cielo, tra gioie e dolori; un anno trascorso, vissuto, volato, passato.
Un anno di silenzio a causa delle troppe parole da dire, dei troppi silenzi che si sono accavallati gli uni sugli altri senza lasciare spazio a nient'altro. Un anno di silenzio a causa dell'assenza di quella magia che occorre perchè le parole giuste compaiano come d'incanto su un foglio bianco dando vita ad una nuova melodia.
Un anno uguale ad un albero all'inizio dell'autunno che ha cominciato a perdere qualche foglia... qualche briciola che è stata smarrita lungo la strada o che è stata volutamente dimenticata.
Un anno che ti ha messo alla prova, che ti ha messo davanti a delle scelte che poi si sono rivelate, a seconda dei casi, giuste o sbagliate.
Un anno che ti ha fatto pensare e chiedere perchè, quando siamo venuti al mondo, non ci abbiano fornito un libretto di istruzioni.

Tornado

6 Giugno 2008

Rincorrere la felicità... è questo quello che ognuno di noi fa giorno dopo giorno... e per una volta l'ho fatto anch'io.
L'ho rincorsa, era lì! L'ho vista da lontano ma c'era, era là di fronte a me e per un istante, forse, mi ha anche sfiorato. E' arrivata come un tornado, dal nulla e ha scatenato tutta quanta la sua forza in quel piccolo istante in cui si è presentata. E' arrivata, mi ha sconvolto e lasciato intontita, quasi ubriaca, barcollante in un'estasi non ancora assopita... L'ho aspettata e l'ho lasciata fare, senza proteggermi, senza aver cura di nulla. Eravamo io e lei. Sole. Com'è arrivata, così se n'è andata, lasciandomi lì, senza parole, senza saper più ragionare e capire che stava succedendo. Rimango senza fiato, il respiro inizia a mancare un po' e comincio a sentir battere il cuore.

Continua a battere tutt'ora... ma ha un altro ritmo, il ritmo di chi ha riaperto gli occhi e sta prendendo consapevolezza di ciò che è successo.
Mi guardo attorno e vedo che quel tornado, così bello, così magico, così mozzafiato ha raso al suolo tutto. Tutto quello che avevo costruito attorno a me; ha spazzato via tutto. Tutto.

Meglio pentirsi di aver fatto che pentirsi di non aver fatto. Come sarebbe andata se...? A quest'ora il mio piccolo mondo sarebbe ancora in piedi? Il ghiaccio che cullava le mie emozioni si sarebbe sciolto ugualmente? Sarei ancora la persona fredda che ero prima del suo passaggio?

Mi abbandono tra le macerie, come un pugile al tappeto, cercando la forza di reagire, di prendere in mano la mia vita e trascinarla in salvo. Ora c'è solo da ricostruire, rimettiamoci la corazza e ricominciamo a far soffiare il solito vento gelido.
Questa non sarà più terra di tornadi.

Ghiaccio

13 Aprile 2008

Parlare di se stessi risulta sempre difficile, non si è nè lucidi, nè distaccati, nè imparziali. Così ho chiesto ad una persona molto paziente di buttare giù qualche riga su di me...

Vous riez de moi parce que je suis différent, je ris de vous parce que vous êtes tous les mêmes.

Mi hai chiesto di scrivere per te, romperò una promessa per farlo... chissà se saprò renderti davvero per quello che sei...

Non so per quale motivo me lo abbia chiesto, forse perchè parlando ci siamo resi conto che non siamo poi così diversi...
Ci conosciamo da poco però, quando parlo con te, è come se parlassi con me stesso tra qualche anno, quindi, in fondo, un po' posso dirti di conoscerti e perchè no, di capirti anche...

...quel tuo attaccarti ossessivamente alle cose tanto da estraniarti, da crearti addirittura un mondo... quel luogo così ombroso e cupo per gli altri ma ameno per te... così vicino ma allo stesso tempo inarrivabile e irrangiungibile, rivestita con quella tua corazza invisibile che non ti permette di avere contatti sinceri con altre persone... abituata a tener tutti i sentimenti dentro...
...allontanare persone che tentano di avvicinarsi... te l'ho promesso... prima o poi riuscirò a farti sorridere con il cuore...

Sinceramente non ti facevo così pensierosa, afflitta da mille dubbi, da mille domande... segni inequivocabili della tua insicurezza...

Anche tu, come tutti, aspetti il tuo principe azzurro... sono sicuro che prima o poi incontrerai la persona che ti scalderà quel cuore ghiacciato... quel cuore che hai voluto ghiacciare con tutte le tue forze, per non soffrire più...

Dormi principessa... addormentati pensando a qualcuno che ti possa rendere felice, qualcuno che ti possa fare sentire meglio...
perchè sicuramente qualcuno, addormentandosi, penserà a te.

Insonnia

13 Aprile 2008

Quante notti passate a riflettere.
A pensare a chissà cosa, a rigirarti nel letto, avvolto da mille dubbi, mille speranze, mille desideri e mille incertezze.
Le ore passano, una dopo l'altra... e più scorrono e più le lasci scorrere, per allontanarti ancora di più dal mondo reale, per costruirti un universo tutto tuo... dove esisti solo tu e nessun'altro...
...scappare dalla quotidianità, dal contatto con le altre persone, dai doveri, dai diritti, dalla socialità e dal normale svolgersi degli eventi.

Quando sei lì che inizi di abbandonarti definitivamente all'accidia, smetti di pensare, o almeno cerchi di farlo, ecco che ritorna in mente ancora Lui...
Lui con la sua capacità di farti sorridere, con quel suo modo di fare, così odioso ma anche così irresistibile, ti fa scordare tutto il resto e, inconsapevole del suo potere, accende in te la voglia di giocare, di stuzzicare e di lasciarti prendere in giro, la voglia di metterti in gioco e di rischiare.
Ma, se lui è il sole, tu sei la luna; così diversi, così opposti... il giorno e la notte!
Allora ricominci a scappare, a negare di averlo pensato, a minimizzare le cose, a considerarlo solo un flebile ed innocente interesse nei sui confronti. Ricominci a fuggire davanti a quella paura che ancora non sai a cosa sia dovuta, scappi senza voltarti indietro, senza chiederti come sarebbe andata se fossi rimasta; più ti allontani, più capisci che, forse, la strada che stai percorrendo è quella sbagliata ma... non riesci a tornare indietro, non ce la fai...
...ma, sai benissimo che in amor vince chi resta, non chi fugge, come in tutte le cose... vince chi si ferma ed affronta le situazioni che possono risultare pericolose, non chi scappa di fronte a queste.
E così, perdente per l'ennesima volta, ti abbandoni tra le uniche braccia che hanno avuto il privilegio di cullarti, quelle di Morfeo.

Il vuoto attorno

5 Dicembre 2007

Non ho mai creduto nel destino; ho sempre preferito credere nel caso, nelle coincidenze, nella pura casualità.
Ma se ognuno di noi fosse nato perchè destinato a fare qualcosa? Non necessariamente a fare qualcosa di importante, o comunque, ad essere Qualcuno.
Mi piace pensare, almeno in questo momento, che ognuno di noi, abbia una "pagina" scritta prima della sua nascita, in cui è impresso ciò che è destinato a fare. Per dare un senso alla propria vita, quel senso che io ancora non sono riuscita a trovare.
Mi fermo allora a pensare cosa ci sia scritto sulla mia pagina... Cosa si vorrebbe veder scritto sulla propria pagina? E cosa non si vorrebbe veder scritto? Il bello e il brutto, il buono e il cattivo, il bene e il male, la gioia e la tristezza, il bianco o il nero, il tutto o il nulla.
Il tutto o il nulla.
La mia pagina è un po' la mia maledizione.

"Un grade animo tu avrai
che a caro prezzo pagherai"

Il mio prezzo, e lo sto pagando caro, è il vuoto attorno. Aggrappata ad un bel salvagente nel mezzo dell'oceano. Avvolta in un sottile panno nel freddo polo sud. Completamente disidratata nel torrido Sahara.
In fondo è solo una pagina, una pagina che non esiste. Esiste solo il suo contenuto, ma non è scritto da nessuna parte che debba continuare ad essere così. Homo faber fortunae suae.


*Un grazie a chi ha saputo oltrepassare la cinta che mi sono costruita attorno; a chi ha saputo leggere tra le righe; a chi ha creduto, crede e continua a credere in quello che scrivo.

Incorreggibile

6 Luglio 2007

Si dice che dagli errori si dovrebbe imparare, giusto? Siamo sicuri che sia proprio così?
In teoria una volta che commetti un errore, la volta dopo non lo commetti più... (In pratica però non va sempre così...). Il problema è che gli errori sono INFINITI.
Quei geni che hanno inventato i detti "sbagliando si impara" e "non si finisce mai di imparare" avrebbero dovuto mettersi d'accordo e, facendo lavoro di gruppo (ormai è un incubo, il lavoro di gruppo mi perseguita!), avrebbero dovuto coniare il detto "non si finisce mai di sbagliare".
Non che io ne abbia fatti di importanti recentemente... anzi credo di averne fatti meno del solito. O forse, per via della stanchezza, non mi sono accorta di averne fatti.

Quando tutto d'un tratto ti ritrovi senza niente da fare inizi a pensare (almeno nel mio caso) e qui cominciano i guai...
Pensare, parlo sempre di me, significa farsi vagonate e vagonate, a volte anche interi transatlantici, di seghe mentali. Prima pensi che siano le persone attorno a te che sono sbagliate, poi quando iniziano a diventare praticamente tutte sbagliate, capisci che sei tu quello non giusto, così continui a riflettere sul perchè tu sia così e soprattutto su come possa smettere di essere "errato". Segui tutto con attenzione, ti soffermi su alcuni aspetti che non avevi mai notato prima e ti rendi conto che, per quanto sbagliato tu possa essere, hai dentro qualcosa che vale veramente e che tu tieni segretamente nascosto. Poi arrivano quelle persone che in un batter d'occhi lo notano, anzi, lo notano prima di te, e pur di farlo venire a galla, cercano di cambiarti in tutto e per tutto. Arrivano anche quelli che sono convinti di aver capito che persona sei, dopo averti parlato solo per una sera anzi, un volo aereo, e iniziano a darti dell'egoista che mette sempre in primo piano i propri impegni, senza aver capito, scusate il termine, un cazzo di come sei veramente, di cosa hai dentro, di come ti senti e non ha la più pallida idea su cosa sia l'ultima cosa che ti viene in mente quando vai a dormire e la prima quando ti svegli.
Vogliono rispetto? Sono la persona più rispettosa di questo pianeta, ma così come io lo porto agli altri, anche gli altri lo devono portare a me.
Detto questo, chiudiamo la parentesi e torniamo a noi.
Cerchi di proteggere le tue qualità nascondendole sempre più, ed emerge lo sbagliato che c'è in te...

"La cosa che so fare meglio è allontanare le persone"

Ti estranei, rimani in disparte a riflettere ancora e ancora; mentre gli altri parlano e scherzano, tu sei troppo occupato a capire cosa c'è che non va, dove stai sbagliando e non ti accorgi che stai sbagliando... e se te ne accorgi è troppo tardi per rimediare. La tua zattera si è allontanata troppo e sei in balia della corrente che ti porta sempre più al largo.

-E al largo ci rimani-

Reagisci

15 Maggio 2007

Ci sono persone che passano tutta la vita a compatire se stessi. A volte mi sembra di essere una di queste persone...
Non passi tutto il giorni a lamentarti con gli altri di quelle due o tre cazzate che ti son successe o di quello che sarebbe potuto accadere ma non è stato. Non lo fai pesare a loro, lo fai pesare a te stesso. Soffri in silenzio e fai credere a tutti che va tutto benissimo! Anche se dentro di te, forse, non è proprio così...
Ti svegli la mattina senza un vero motivo per arrivare a sera se non quello di evitare di rappresentare una delusione per le persone che ti vogliono bene. Questo però non sempre accade e arriva il momento in cui ti senti una nullità. Più che un momento è un periodo, più o meno lungo; una serie di momenti che ti portano, anche grazie alla tua mente bacata, ad essere convinto di essere il presidente per eccellenza dei fallimenti, dove, forse, neanchè lì riusciresti a prendere la lode.
Ed ecco il fulmine a ciel sereno, o il raggio di sole che squarcia una scura coltre di nubi. Tutto è relativo, o è bianco o è nero, devi scegliere da che parte stare... ...e probabilmente finora sei stato dalla parte sbagliata.
Dicevamo... c'è ad un certo punto questo episodio che dimostra quanto tu sia una merda. Dovresti baciarti il culo per la vita che hai, per le gioie che hai vissuto e per i dolori che non hai ancora fatto in tempo a vivere.
Smettila di rinunciare ad essere felice, e affronta ogni giorno col sorriso in volto, che possa essere contagioso. Illumina gli altri col tuo sguardo protettivo e combatti per cacciare il grigio della quotidianità e far spuntare un po' di colore nel cuore di ognuno di noi.

Dedicato a tutte le persone meno fortunate di me, con le più profonde scuse per le mie convinzioni errate e il mio modo rinunciatario di approcciarmi a quello che è il dono più prezioso: la VITA.

Appendere le scarpe al chiodo

23 Aprile 2007

Purtroppo arriva il giorno in cui capisci che è giunto il momento di dire basta. Dire basta a qualcosa che ha riempito la tua vita, di gioie, di dolori, soddisfazioni ed anche delusioni; che ti ha permesso di conoscere tante persone...
In alcune hai riposto la tua fiducia, e dopo anni è andato tutto a farsi friggere, e neanche sai il motivo.
In altre non avresti scommesso un centesimo; invece sono quelle che ti hanno dato di più.
Altre ancora hanno parlato tanto, promettendo mari e monti e ti hanno lasciato marcire in uno stagno.
Altre si sono rivelate per quello che sono... niente. Niente che possa aver a che fare col tuo modo di ragionare e di vedere le cose. Troppo diverse da te.
Altre l'hanno presa come un gioco e non hanno capito la serietà con la quale hai affrontato ogni istante.
Dici basta, o almeno ci provi, e lo fai con gli occhi lucidi, carichi di pianto, mentre una lacrima, nonostante i tuoi sforzi per trattenerla, scappa e solca scivolando la tua guancia.
Questo è il primo passo, quello in cui convinci te stesso che è l'ora di mettere la parola fine.
Il secondo passo corrisponde allo spiegare agli altri la tua decisione e dare le tue, per quanto contorte, motivazioni.
Qui speri due cose, una l'opposto dell'altra. Da una parte vorresti che gli altri ti convincessero a continuare, a non mollare. Dall'altra vorresti che capissero le tue scelte. In questo modo però ti darebbero anche ragione sulla questione per cui molleresti tutto, la vera questione;
quella che non hai avuto il coraggio di dire a nessuno... la "delusione" più grande sei tu... e senza saperlo, loro confermano.
Poi forse c'è il terzo... ma questa è un'altra storia.
Un passo alla volta e io sto completando il primo.

Amore, dove sei?

19 Aprile 2007

Ciao amore mio,
non so se ti piaccia essere chiamato così, non so dove tu sia adesso, non so cosa tu stia facendo, beh... veramente non so neanche se esisti. Però... ho bisogno di te, ora come non mai. Mi sono persa, non mi trovo più. Tutto attorno a me resta uguale mentre io sto cambiando... non so come, ma sta succedendo qualcosa. Ho una marea di pensieri che si ammassano l'uno sull'altro, si attorcigliano e pensare troppo, nel mio caso, non fa per niente bene. Non so perchè sto chiedendo il tuo aiuto, non ho nulla da offrirti in cambio se non il mio caratteraccio... la mia voglia di giocare, scherzare e ridere; la paura del contatto fisico, la paura di rimanerci fregata e tutto quello che mi fa scappare di fronte alla persone.
Ti posso offrire bei momenti, ma anche tanti momenti meno belli, in cui sicuramente metteresti in dubbio i miei sentimenti per te, ti chiederesti se quel pezzo di ghiaccio che sono riuscirà mai a sciogliersi; ci saranno momenti in cui la voglia di voltare pagina sarà superiore a quella di proseguire con me, mano nella mano, lungo una strada in salita.
Amore, mi sopporterai anche quando il mio egoismo avrà il sopravvento e ti metterò da parte e darò maggior importanza ai miei spazi e ai miei interessi? Che cosa ti spingerà a sopportare i miei malumori, i miei momenti "no"? Saprai addolcirmi anche quando mi chiuderò in me stessa?
Non mi interessa avere un ragazzo solo perchè nella società attuale se ce l'hai sei "in" e se non ce l'hai sei "out"; sarebbe solo un capriccio per poter rispondere "sì" alla domanda "Hai il ragazzo?" e per non sentirmi inferiore alle altre. Amore, io voglio te, te e basta!
Arriverà il giorno in cui smetterò di essere innamorata di me stessa e mi innamorerò di te. Mi innamorerò del modo in cui mi guarderai sorridendo dolcemente, mi innamorerò dei tuoi baci, mi innamorerò del modo in cui mi prenderai in giro e i tuoi difetti diventeranno ciò che più di te mi piacerà.
Mi addormenterò serena tra le tue braccia, sotto il tuo sguardo protettivo e davanti a te metterò da parte tutte quante le mie difese, mi toglierò l'armatura, e abbandonerò per sempre quella corazza che mi ha difeso in tutti questi anni.
Un tuo sguardo, un tuo bacio, una tua carezza saranno valsi i giorni e i mesi vissuti senza un perchè e senza un motivo per andare avanti.
Grazie amore.

Primavera

16 Aprile 2007

In fondo è solo una stagione... una delle quattro, ma non una come le altre.
I germogli sbocciano, gli alberi si riempiono di fiorellini e gli uccellini cinguettano felice sopra i loro rami. E' la stagione degli amori, della rinascita, del risveglio... per me invece inizia il mio letargo. Temporaneo o perenne? Non lo so...
Ascolto distrattamente una lezione di interni, si parla di metafore (a design?!? sì, proprio a design!), la mia è una candela.
Una candela che si sta esaurendo pian piano, la fiamma si affievolisce; questo è il mio spirito, la mia anima, chiamatelo come cavolo vi pare, ...è il mio "io"... e così anche il mio corpo... la forza lentamente mi abbandona, ogni passo si fa più pesante, mettere un piede davanti all'altro è diventato uno sforzo impressionante. Mi voglio fermare.
Voglio staccare la spina

Grazie

4 Febbraio 2007

Al mio caro angioletto
A: secondo me quell'ultima frase conferma in parte il senso del tuo blog...
E: cioè? magari tu l'hai capito meglio di me
A: che sei una persona sensibile come scrivi tu, che forse senti la mancanza di qualcuno che ti possa star vicino capendoti e capendo prima come sei fatta tu, che tu in fondo sei meglio di come tu pensi ti vedano gli altri, sei disponibile a capire e aiutare... che avendo forse delle difficoltà nel contatto diretto, sei arrivata a scrivere sul blog quello che pensi di te perchè senti il bisogno ora di farti conoscere dagli altri... forse perchè ora ne senti il bisogno... e sei pronta a correre il rischio di far si che gli altri ti leggano perchè sai che quelli che eventualmente si avvicineranno saranno consapevoli di come sei e ti apprezzeranno per questo... certo poi ci sta pure che ti piace scrivere ecc...

-Ci sono persone che ti conoscono meglio di quanto possa fare tu...-

Orizzontale

giovedì, 25 gennaio 2007 alle 00:01

Orizzontale come la posizione che terrò per i prosimi 20323842348791847 giorni, questo perchè non avrò la forza di alzarmi dal letto
Orizzontale come il mio elettroencefalogramma -quindi piatto- dopo le ultime giornate trascorse
Orizzontale come la linea dell'orizzone (ma va? ) che non vedrò mai fino a quando non sarò riuscita ad arrivare in fondo al tunnel...
Orizzontale come le definizioni delle parole crociate che non faccio da mesi perchè non ho più un momento libero
Orizzontale come la segnaletica che trovi per strada
Orizzontale come... si accettano suggerimenti!
Finalmente anche questa giornata è strascorsa, tra tensioni, scleri, interrogazioni, allenamenti, progetti, cavolate sparate e qualche sguardo incrociato con chi sembra abbia paura persino a rivolgermi la parola [(a buon intenditor, poche parole,) non sforzatevi di capire, solo una persona sa di cosa sto parlando]. Dimenticavo:
Orizzontale come i miei pensieri in questo momento, una linea completamente senza spessore.
Potrei sforzarmi in tutti i modi di pensare e di conseguenza scrivere qualcosa di sensato che possa, magari, interessarvi anche solo un pochino; invece no. Nulla di nulla. Vuoto totale. "Fantastico" direte voi, questa testa di c***o per una volta scrive tre righe in croce e la pianta di logorarci con i suoi discorsi senza capo nè coda. Anzichè mettermi a far pace col cervello, una delle due cose di cui ho veramente bisogno, continuo ad arrampicarmi sugli specchi pur di tirar giù qualche cavolata. La notizia positiva è che queste non mi escono con tutta questa gran facilità che credevo. L'altra cosa di cui ho veramente bisogno è un fisioterapista, quindi se qualcuno ne conosce uno bello, giovane, carino, gentile, disponibile, bravo nel suo lavoro, per favore, me lo presenti. Altrimenti accetto una caviglia nuova, preferibilmente la sinistra, perchè con due destre non ci combino molto. E se non ce ne sono disponibili mi accontento anche di un trapianto di cervello, perchè col mio proprio non c'è verso di farci pace.
Ora però vi accontento veramente e la finisco di mettere in moto le dita senza collegarle a quella poca materia grigia che mi rimane tra segatura e vermetti dentro quella cosa chiamata scatola cranica.
Ultima richiesta, sorvolate sulla mia performance di questa sera, non tutte le ciambelle vengon col buco. La prossima volta cercherò di impegnarmi di più.
Abbiate fiducia.

Serata Strana

Lunedì, 22 gennaio 2007 alle 22:30

Serata strana... decisamente! Pensare che l'oroscopo sul giornale l'ha definita "di riposo". Ma chi ci crede, soprattutto adesso che devo passare la notte sui libri! A proposito, c'è qualcuno che si offre volontario per prendere il mio posto nell'esame di domani? Glielo cedo più che volentieri! Tanto a me rimane ancora quello di mercoledì! Però se ci sono tanti volontari, sbologno a qualcuno anche quello di venerdì, così io in questi giorni faccio vacanza e magari me ne vado alle terme a rilassarmi! E qui partirebbero gli insulti, soprattutto perchè alle terme non ci si può andar da soli! Sapete che figura da sfigata?!?!? Logicamente ci vorrebbe un po' di compagnia, ma in questo caso NON accetto volontari, preferisco rinunciare alle terme e starmene a casina. Beh, accantoniamo, almeno per un momento le terme e torniamo a parlare più direttamente di quel caso disperato dalla mente contorta davanti al monitor che sta schiacciando i tasti senza interruzione partorendo frasi (apparentemente) senza senso. Per me però valgono tanto, altrimenti perchè star qui a perdere tempo per scrivere qualcosa che non mi sarebbe d'aiuto. In fondo tutto quello che si fa lo si fa per se stessi, no? Ora non voglio addentrarmi in discorsi filosofici perchè a scuola non mi sono mai piaciuti, quindi... bando alle ciance!
Ribadisco, serata strana! Non perchè sono stanca o sola, ma perchè mi sento stanca e sola! Dovrei studiare e invece sono qui a scrivere un blog per la prima volta, proprio stasera, dopo mesi e mesi che rimando. Dovrei studiare e invece continuo a pensare a chi, a che cosa, e perchè? Penso qualcosa che non dovrei pensare, qualcosa che non esiste, ma che mi piacerebbe. Qualcosa che non sarebbe giusto ci fosse, non dovrebbe essere, non è. Ed è bene che non sia, anche se mi fa sentire così. Ora non iniziate a pensare che sono una di quelle classiche persone che si lamentano da mattina a sera; di solito preferisco ascoltare, ma ogni tanto anch'io ho qualche piccolo momento di debolezza, che mi fa star male più di quanto dovrebbe perchè mi dà la dimostrazione che non sono quel robot che ho sempre creduto di essere e che ho sempre voluto essere. Le cose sembra che mi scorrano addosso senza segnarmi... invece mi segnano, probabilmente più che agli altri, il gioco però è quello di non dimostrarlo, di far sembrare che va tutto bene. Devi solamente stare lì, ascoltare gli altri, aiutarli, dargli un appoggio, una spalla su cui piangere; tendigli la mano e vedrai che anche quello che ti fa star male, pian piano ti farà stare un pochino meno male. Forse è ammettere e riconoscere che non sempre va tutto bene, che ti fa stare un pochino meglio. Posso concludere che scrivere un blog si è rivelato decisamente terapeutico, mi è persino tornata voglia di studiare, strano eh? L'ho detto fin dall'inizio che questa è una serata strana.

Eccomi

2 Febbraio 2007

In teoria una presentazione richiederebbe che la persona in questione parlasse di sè...
... a me, però, questo non riesce molto facilmente perchè equivarrebbe a "mettermi a nudo" davanti agli altri. La paura di non essere accettata e capita mi impedisce di dimostrare quello che sono realmente. Quindi parlerò di me, sì, ma come se parlassi di un'altra persona.
Le persone che incontrano Elisa per la prima volta o la vedono solo in un paio di occasioni, credono che sia una persona che se la tira, un po' snob. Superficialmente potrebbe sembrare proprio così. Una che sta sempre sulle sue, che rimane in disparte e sembra che non voglia mescolarsi agli altri, che impressione vi farebbe? A me non lo so... e poi... la mia risposta sarebbe di parte. Di sicuro non si ritiene superiore agli altri, tutt'altro! Il più delle volte cammina guardando per terra perchè non riuscirebbe a sostenere lo sguardo degli altri (e un po' anche perchè è meglio che guardi dove mette i piedi per non inciampare). Ha anche la convinzione, probabilmente sbagliata, che sono gli altri a doverne cercare la compagnia se questi la ritengono una persona interessante. Ma, se anche questi hanno la sua stessa filosofia di pensiero -aspettare che sia lei a farsi avanti se li considera interessanti- si crea un bel circolo vizioso senza capo nè coda (per forza! E' un circolo!).
Il risultato è che Elisa se ne sta un po' in disparte, da sola o con quelle due-tre anime pie (Dio le benedica Smiley) che la sopportano; questo solo grazie alla loro grande dote di "non superficialità" che non li fa fermare davanti alla apparenze e permette loro di guardare oltre alla corazza che si costruisce. E' con loro che Elisa riesce a dare il meglio di sè, con loro e per loro ci sarà in ogni momento. Sono queste le persone che possono parlare di Elisa meglio di come lo potrebbe fare lei stessa. Potrebbe dire di essere bella, strafiga, espansiva, disponibile... oppure un cesso ambulante, riservata, timida e introversa; potrebbe essere in un modo o in un altro ancora, per scoprirlo però bisogna conoscerla.
Credetemi quando dico che è mooolto testarda e più sensibile di quanto possiate immaginare e, -purtroppo- non sempre la sensibilità è un pregio. Molte volte è una specie di tortura che ti logora e ti fa star male per tantissime cose, anche le più banali...
<<In questi 22 anni e passa (qualcuno potrebbe aggiungere "buttati nel cesso") posso dire di essere stata fortunata; non ho conosciuto il vero significato di parole come SOFFERENZA, DOLORE e SACRIFICI. Ho avuto dei genitori perfetti (a volte un pochino rompipalle) che hanno cercato di accontentare come meglio hanno potuto la loro unica "virgola" (così mi chiamavano prima che nascessi), anche quando li ho delusi e ho continuato a deluderli. Ci sono cose che vorrei cancellare se si potesse. Se ci fosse la possibilità di tornare indietro lo farei subito, cambierei tantissime cose, farei scelte diverse... però tutti questi errori mi hanno fatto diventare la persona che sono. Varrebbe la pena tornare indietro e ricominciare da capo, perdendo quello che ho e che sono adesso? Io non conosco e mai conoscerò la risposta.>>
Se qualcuno è arrivato a leggere fino a questo punto, per favore, mi dia la possibilità di farmi e di farsi conoscere, una mano tesa è la più grande delle speranze.

P.S.: Dimenticavo! Non ammetterò mai di aver scritto/detto tutto ciò!